Gli Incontri di Corippo con l’architetto Nicola Navone mercoledì 8 aprile alle ore 17:30 fanno parte del ciclo dedicato al “Costruire in montagna, costruire la montagna”.La chiacchierata prosegue a cena in Osteria.

Continua la rassegna “Costruire in montagna, costruire la montagna” curata dal filosofo Raffaele Scolari, che vede avvicendarsi architetti e storici dell’architettura che affrontano il tema da prospettive e secondo sensibilità diverse. Mostrano e analizzano come gli architetti negli ultimi sette / otto decenni hanno affrontato il tema della montagna delineando nuovi possibili usi di luoghi per i quali oggi l’unica alternativa sembra essere quella fra l’abbandono all’inedia e una turisticizzazione non di rado sfrenata.


L’architetto Nicola Navone sarà ospite degli Incontri di Corippo mercoledì 8 aprile alle ore 17:30, con “Gli architetti ticinesi e la trasformazione del territorio alpino, 1945/2000”. La rassegna è una proposta della “Fondazione Corippo 1975” e dedicata al tema “Costruire in montagna, costruire la montagna”. La formula prevede che la chiacchierata possa proseguire poi a tavola, con cena di stagione all’Osteria.

Con la conferenza dal titolo “Gli architetti ticinesi e la trasformazione del territorio alpino, 1945/2000” , l’architetto Nicola Navone mostrerà come l’opera dei maggiori architetti ticinesi della seconda metà del XX secolo viene per lo più associata ai centri urbani o ai fondivalle, per i quali hanno proposto progetti e realizzato opere di notevole qualità e vasta risonanza critica. Questo non significa, tuttavia, che il territorio alpino sia stato ignorato dalla loro riflessione e azione progettuale. L’intervento intende presentare alcuni esempi significativi di tale riflessione, e i modi diversi in cui questa ha interpretato il rapporto con le tecniche costruttive, le forme e i tipi architettonici, le strutture insediative tradizionali, cercando di comprendere in quale misura tali esperienze possano orientare il nostro approccio attuale a questo territorio.

Il relatore, arch. Nicola Navone (Lugano, 1967), è vicedirettore dell’Archivio del Moderno, docente all’Accademia di architettura di Mendrisio, Università della Svizzera italiana, e dal 2016 membro del Collegio di Dottorato “Architettura. Innovazione e Patrimonio”, Università degli Studi Roma Tre. È architetto (ETH Zurigo) e dottore di ricerca (Université Paris-Saclay).

La rassegna dedicata al “Costruire in montagna, costruire la montagna”, curata dal filosofo Raffaele Scolari, permette alla chiacchierata di proseguire a tavola, con cena di stagione all’Osteria. È chiesta la prenotazione scrivendo a contact@fondazionecorippo.ch indicando se si intende fermarsi a cena.

 

 

 

 Durante il ciclo Costruire in montagna, costruire la montagna interverranno architetti e storici dell’architettura.

Costruire un manufatto, non importa quale e dove, non è mai una mera operazione tecnica. Costruire implica sempre una visione, un’idea, una narrazione del luogo, le quali a loro volta conseguono da storie, ricordi, vissuti e proiezioni nel futuro a partire reale presente in cui viviamo. Costruire in montagna richiede, soprattutto oggi, quando la civiltà rurale è ormai definitivamente tramontata, una particolare attenzione per gli sviluppi che le regioni alpine hanno conosciuto nella seconda metà del Novecento, per le minacce incombenti e per le opportunità di nuovi usi che ancora e indubbiamente esse offrono.

Durante il ciclo Costruire in montagna, costruire la montagna interverranno architetti e storici dell’architettura, i quali affronteranno il tema da prospettive e secondo sensibilità diverse, mostrando e analizzando come gli architetti negli ultimi sette / otto decenni hanno affrontato il tema della montagna delineando nuovi possibili usi di luoghi per i quali oggi l’unica alternativa sembra essere quella fra l’abbandono all’inedia e una turisticizzazione non di rado sfrenata.

 

 

La rassegna si basa sulla consapevolezza che la forza di Corippo e di siti simili sia data precisamente dal fatto che essi ci rendono pensosi. Evoca da un lato un passato di cui ammiriamo ciò che rimane, e che peraltro era segnato anche da molta sofferenza e ingiustizia, e dall’altro ci riporta al nostro presente, agli agi di cui beneficiamo, ma pure alle contraddizioni e alle minacce che lo contraddistinguono. Questi incontri di animazione culturale non sono concepiti come una classica conferenza al cui termine i partecipanti possono eventualmente porre alcune domande alla relatrice o al relatore, bensì come momento di riflessione, di scambio e di discussione, secondo la formula: 45 minuti di presentazione della tematica e 45 minuti di discussione. Al termine, chi lo vorrà, potrà partecipare ad una cena conviviale a un prezzo convenzionato nell’Osteria dell’Albergo diffuso di Corippo.

 

 

Ecco il menu della cena conviviale CHF 48.-/persona

  • Asparagi con salsa olandese all’aglio nero
  • Tagliolini di farro, pesto alle ortiche e scaglie di Sbrinz stagionato 48 mesi
  • Mojito di kiwi con gelato al limone

È gratuita l’iscrizione alla conferenza scrivendo a contact@fondazionecorippo.ch e indicando anche se si intende fermarsi a cena

 

Ricapitolazione dei prossimi appuntamenti

Mercoledì 8 aprile, ore 17.30
Gli architetti ticinesi e la trasformazione del territorio alpino, 1945/2000
Relatore: Nicola Navone, Archivio del Moderno – Accademia di architettura, Università della Svizzera italiana

Mercoledì 6 maggio, ore 17.30
La montagna e l’architettura per l’anima
Relatore: arch. Davide Macullo

 

Attività culturali a Corippo
La rivitalizzazione del villaggio di Corippo, avviata nel 1975 con la costituzione dell’omonima fondazione, è già di per sé stessa un’operazione culturale. Questo segnatamente perché, confrontanti con i manufatti fortunatamente rimasti intatti di una civiltà rurale da tempo tramontata, si pone la domanda su quali usi siano pensabili e auspicabili oggi e in avvenire. L’uso a scopi turistici, a determinate condizioni, è senz’altro un’opzione, ma non può e non deve essere l’unica. I vari interventi di salvaguardia del patrimonio costruito e di ripristino del paesaggio rurale, assieme all’apertura dell’Albergo diffuso, costituiscono un’importante e preziosa base per dare nuova vita a un luogo che suscita ammirazione e meraviglia in ogni visitatore della Val Verzasca.

Far conoscere ciò che Corippo fu in passato è senz’altro di fondamentale importanza, soprattutto in tempi tendenzialmente smemorati come i nostri, ma ovviamente non è sufficiente per rivitalizzarlo. Occorre evitare che il villaggio funga da mera coreografia per una cena in compagnia o una vacanza di qualche giorno, bensì fare in modo che sia anche un luogo di conoscenza, di approfondimento, di confronto e di riflessione. Infatti, la forza di Corippo e di siti simili è data precisamente dal fatto che essi ci rendono pensosi, che ci fanno pensare, da un lato, a un passato di cui ammiriamo ciò che rimane, e che peraltro era segnato anche da molta sofferenza e ingiustizia, dall’altro al nostro presente, agli agi di cui beneficiamo, ma pure alle contraddizioni e alle minacce che lo contraddistinguono.

Sulla scorta di queste premesse, la Fondazione Corippo 1975 intende proporre un programma diversificato di attività culturali e di svago intelligente. Gli Incontri di Corippo ne sono parte integrante.


Raffaele Scolari, filosofo,

membro della Fondazione Corippo 1975, cura le attività culturali proposte.
Il presente ciclo di conferenze 
degli Incontri di Corippo è  “Costruire in montagna, costruire la montagna”.

Raffaele Scolari, filosofo, è nato a Locarno nel 1955. Ha trascorso un lungo periodo in Germania, dove ha studiato filosofia e svolto l’attività di docente, traduttore e giornalista. È stato docente nel settore della formazione professionale, dove ha insegnato lingua e cultura tedesca, filosofia e antropologia del turismo. Per oltre dieci anni è stato presidente della Fondazione Verzasca – Agenzia di sviluppo territoriale. Per conto della Fondazione Corippo 1975, di cui è membro, cura le proposte culturali. È autore di diverse pubblicazioni edite da Mimesis, Milano. Per conto invece dell’editore Meltemi, Milano, uscirà nel 2026

Un momento della serata FEROCE, il nuovo progetto dell’artista svizzero-italiano Massimiliano Rossetto

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